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Home Articoli e commenti (civile) Opposizioni a sanzioni amministrative L'annullamento delle multe nei parcheggi a pagamento.


L'annullamento delle multe nei parcheggi a pagamento.

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Negli ultimi anni nelle strade delle nostre città  trovare un parcheggio gratuito, non a pagamento,  è sempre più difficile.

Anche quando la sosta è però regolamentata, la multa sulle strisce blu è talvolta illegittima.

Vediamo nel dettaglio.

Multa per sosta oltre l'orario coperto dal ticket.

In materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice della Strada sono quelli indicati dall’art. 157, comma 6, e precisamente l’obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l’obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista.

Inoltre l’art. 7 del Codice della Strada (Regolamentazione della circolazione nei centri abitati) lettera f) afferma: “Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco:…(omissis)…. stabilire, previa deliberazione della giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Aree Urbane”.

Il mancato rinnovo del ticket regolarmente acquistato, ma con orario scaduto, perciò, secondo la giurisprudenza, non consente l’irrogazione di una multa per le vetture parcheggiate nelle strisce blu perché il Codice della Strada prevede soltanto che il ticket debba essere acquistato ed esposto, ma nulla dice in ordine alla scadenza dello stesso (Giudice di Pace di Lecce, sent. n. 4285/2007).

Se dunque il ticket è stato acquistato, in assenza di una regolamentazione della sosta, si deve solo integrare il pagamento, maggiorato di eventuali penalità, da determinare tramite regolamenti Comunali ( Tribunale di Treviso, Sez. 1^,  sent.  1069/2016).

Anche il Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti (pareri n. 25783/2010, 3615/2011 e 2074/2015) ha chiarito che la  sanzione ex art. 7 Codice della Strada  potrà essere applicata solo in caso di omesso acquisto del ticket orario o in caso di violazioni relative alla sosta limitata o regolamentata (oggetto, quindi, di specifica disciplina), ribadendo che, nel caso di aree di parcheggio dove la sosta è consentita a tempo indeterminato, il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento si configura come una inadempienza contrattuale.

Pertanto, in tale ultimo caso, dovrà essere  annullato l'avviso di accertata infrazione.

Viceversa nel caso in cui si tratti di una zona a sosta limitata (in cui è possibile sostare solo per un certo periodo), oppure nel caso in cui il Comune abbia adottato una specifica ordinanza con determinate caratteristiche che regolamenti la sosta (oltre all’indicazione della tariffa altri elementi tra i quali il diverso regime della sosta a seconda delle differenti zone urbane, delle diverse tipologie di veicolo, un diverso regime per residenti e non residenti, diverse fasce orarie, la previsione del pagamento solo in determinati giorni della settimana, ecc.) potrà essere applicata la sanzione.

Merita osservare che pochi sono i Comuni che hanno adottato una specifica ordinanza, come sopra spiegato.

Bisogna comunque evidenziare che la Cassazione, discostandosi dal su richiamato orientamento ministeriale, con la sentenza n. 16258/2016 ha  affermato che la permanenza oltre il tempo pagato è un illecito amministrativo e non un mero inadempimento contrattuale e pertanto sostare nelle strisce blu con il ticket scaduto merita la multa alla stessa stregua di quanto avviene quando l'automobilista non si munisce affatto di biglietto.

Multa ove il parchimetro non accetta il bancomat.

Dal 1° luglio 2016  i Comuni italiani sono obbligati ad abilitare i pagamenti elettronici sui dispositivi di controllo della durata della sosta a pagamento.

Questo secondo la  Legge di Stabilità 2016 che ha esteso anche al parchimetro la necessità di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito, salvo "oggettiva impossibilità tecnica".

Ciò nonostante molti Comuni non si sono adeguati a quanto sopra e pertanto le multe elevate, in caso di mancato pagamento del ticket, sarebbero da annullare.

È questo quanto afferma una sentenza del Giudice di Pace di Fondi del 21.02.2017.  Per tale  Giudice, infatti, "gli automobilisti, in mancanza dei dispositivi attrezzati col bancomat, potranno ritenersi autorizzati a parcheggiare gratis e senza il rischio di essere multati".

Secondo la già citata Legge di Stabilità 2016 l’obbligo di adeguamento  da parte dei Comuni “non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica”.

La norma non  specifica cosa si debba intendere per “impossibilità tecnica”, ma è certamente da escludere che tale definizione possa ricomprendere l’impossibilità finanziaria per l’Amministrazione di sostituire i vecchi parchimetri non dotati di bancomat con quelli nuovi.

Il Comune dovrà perciò indicare e dimostrare  quale sia la “impossibilità tecnica” che impedisce agli utenti di effettuare il pagamento della sosta attraverso carte di credito, cosi come la legge prescrive.

Multa con mancanza di  parcheggi gratuiti nelle vicinanze

Il codice della Strada, all’ art. 7, comma 8, afferma che: “Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta”.

Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell'art. 3 "area pedonale" e "zona a traffico limitato", nonché per quelle definite di particolare pregio storico e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica.

Perciò al di fuori di questi casi, è illegittima la sanzione applicata all’automobilista che non abbia esposto il ticket se mancano, nelle vicinanze, zone in cui la sosta è gratuita  (Cass. ord. n. 18575/2014; Cass. sentenza n. 4130/2016).

Chi chiede l’annullamento della sanzione dovrà fornire specifica contestazione e prova della mancanza, nelle vicinanze, di zone in cui la sosta è gratuita, mentre  grava sull'Autorità amministrativa opposta fornire la prova della esistenza di una delibera che escluda la sussistenza di tale obbligo ai sensi dell'art. 7 C.d.S., comma 8.

Inoltre l’Autorità amministrativa non può indicare come  “zona a particolare rilevanza urbanistica” tutto il proprio territorio (Giudice di Pace di Como,  sentenza n. 916/14).

Ancora, se le aree di sosta gratuite sono presenti, ma in numero troppo ridotto rispetto alle cosiddette strisce blu, spetterà sempre all’opponente  provare “l’irragionevolezza della scelte concernente il numero di posti da riservare ad area libera ricade sul ricorrente” (Cass. sentenza n. 22793/2014; Cass. sentenza n.10615/2018).

Multa con  ticket non presente sul parabrezza

Merita infine menzione la sentenza n. 8282/2016 della Corte di Cassazione, sesta sezione civile, che afferma che è illegittima la multa per l'automobilista che non espone il tagliando della sosta sul parabrezza in maniera visibile, ma è legittima la compensazione delle spese operata dal giudice nel giudizio di opposizione intrapreso dal predetto.

Nel caso di specie l’opponente, invece che sul parabrezza, aveva poggiato sul sedile anteriore, lato passeggero dell'autovettura, il ticket.

Dunque multa annullata ma spese di giudizio compensate, in tal caso, perché per la Suprema Corte il comportamento del verbalizzante è stato corretto.

 

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