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Bambini tra sport virtuale e sport reale

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        BAMBINI TRA SPORT VIRTUALE E SPORT REALE

 

                             (ROBERTO PASQUALI) 

 

 Il termine sport fu introdotto nella seconda metà del XIX secolo in Inghilterra ed era riferito prevalentemente a caccia e a corse equestri. Sembra però che il termine derivi dal francese desport che significa divertimento, passatempo, gioco, da cui è a sua volta derivato il termine italiano diporto che sta per svago, divertimento, ricreazione.Secondo alcuni, invece, la parola sport avrebbe una derivazione ancora più antica essendo scaturita dal termine latino deportare in cui la preposizione de esprimeva il concetto di allontanamento ed il verbo portare  aveva vari significati tra cui  condurre,  portare al di là, uscire fuori porta.Comunque lo vogliamo intendere  il vocabolo sport reca in sé il significato intrinseco di divertimento e dà il senso  dell’uscire fuori, dell’allontanarsi da qualcosa.Al giorno d’oggi siamo tutti concordi nel ritenere che una regolare attività fisica favorisca lo sviluppo dell’organismo e che aiuti a prevenire un gran numero di malattie ma poi, sistematicamente, presi dal lavoro e dallo stress cittadino, difficilmente si trova il tempo per dedicarsi ad attività sportive. E qui secondo me sbagliano gli adulti quando per pigrizia o per stanchezza non danno il giusto esempio ai propri figli e li costringono in pratica a vivere lo sport in casa, in maniera virtuale, seduti sopra una sedia, con gli occhi fissi per ore ed ore su scatolette tecnologiche con schermi illuminati, in cui vengono simulate partite di calcio, tornei di tennis e gare automobilistiche. Non si considera  che uno stile di vita sedentario non favorisce lo sviluppo di un adeguato tono muscolare dei bambini e può portare, da adulti, a problemi cardiaci e respiratori. Se poi questa sedentarietà  si combina con cattive abitudini alimentari  può causare aumenti di peso con problemi relativi alla colonna vertebrale e all'assunzione di posture scorrette. Ma pur mettendo da parte gli effetti benefici  – che pure hanno fondamentale importanza – non si può non riconoscere che lo sport, per i bambini, è in fondo divertimento  e strumento di socializzazione. Ed infatti gli sport di squadra, come il calcio, il calcetto, il basket ecc. consentono al bambino, mentre si diverte, di  sentirsi parte di un gruppo aiutandolo ad uscire  a poco a poco dall'egoismo infantile. Uno sport di squadra crea una sorta di legame che unisce tutti quelli che appartengono ad una stessa compagine, e che insieme gareggiano contro un altro complesso di atleti. Si fa in tal modo  conoscenza dei membri del gruppo di cui ci si trova a far parte, si sviluppa  il senso di appartenenza al gruppo medesimo, si fa nascere una collaborazione fra i vari membri che imparano a contare sugli altri oltre che su loro stessi.Negli sport individuali, quali ad esempio il tennis, il nuoto ecc., d’altra parte,  si inizia a capire che i risultati sono frutto esclusivo del proprio impegno: qui il bambino gareggia da solo, è in continua sfida con se stesso e con le proprie capacità. Le soddisfazioni sono in questo caso individuali e dovute unicamente alla propria preparazione fisica e mentale. In tutto questo ritengo che grande è la responsabilità dei genitori che devono, a mio avviso, cercare di non condizionare i figli nella scelta dello sport che a loro stessi piace o che a loro non è riuscito, ed  indirizzare i bambini, al contrario,  verso sport adatti alle loro personali  caratteristiche psico fisiche.Senza fare, naturalmente, l’errore di trasmettere ai bambini stessi una esasperata competitività che può portare a reazioni negative quali l'abbandono precoce dell’attività sportiva ovvero una marcata aggressività.Non bisogna dimenticare che il bambino ha diritto di essere se stesso anche nello sport e di non essere il campione che sognano i genitori.Se dunque allontaneremo i nostri figli dai ritrovati tecnologici, almeno per quello che riguarda lo sport, per avvicinarli ad una sana e leale competizione sportiva, senza imposizioni e condizionamenti di sorta, potremo dire di aver davvero contribuito alla loro crescita fisica e morale e al loro divertimento.Senza dimenticare che l’avvicinamento allo sport, nella fase adolescenziale, allontana anche i ragazzi da gravi pericoli a cui purtroppo la nostra società spesso li espone.Se noi genitori riusciremo a tenere a mente queste considerazioni avremo sicuramente centrato quello che è il vero obiettivo e l’intimo significato dello sport.

                                                          

 

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