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Home Giurisprudenza 2009 - 2017 L'assegno “una tantum” in separazione non preclude, in sede di divorzio, un nuovo assegno di mantenimento.


L'assegno “una tantum” in separazione non preclude, in sede di divorzio, un nuovo assegno di mantenimento.

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L’accordo in sede di separazione del versamento di un assegno “una tantum”, non preclude, in sede di divorzio, al coniuge più debole, la possibilità di richiedere e vedersi riconosciuto dal giudice anche il diritto a un nuovo assegno di mantenimento. (Cass. del 10.02.14. n. 2948)

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Secondo la  Suprema Corte, la legge l’art. 5 L. 898/70 stabilisce solo che, ai fini del riconoscimento dell’assegno, il magistrato debba verificare le attuali condizioni patrimoniali dei coniugi rispetto al tenore di vita avuto durante il matrimonio, valutando l’eventuale inadeguatezza dei redditi del coniuge che richiede il mantenimento e l’impossibilità di quest’ultimo di procurarseli.

Ciò vuol dire che se dovesse emergere un divario tra i patrimoni delle parti, tale da far ritenere che i mezzi del coniuge richiedente siano inadeguati rispetto al tenore di vita matrimoniale e che si sarebbe presumibilmente avuto qualora l’unione fosse proseguita, il coniuge con minor reddito potrà ottenere, in sede di divorzio,  il riconoscimento di un assegno mensile.

 

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