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Home Articoli e commenti (civile) Famiglia Spese scolastiche: quali ordinarie e quali straordinarie.


Spese scolastiche: quali ordinarie e quali straordinarie.

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Quello relativo alla ripartizione delle spese scolastiche rappresenta uno dei settori oggetto di maggiori contrasti tra genitori separati.

Di qui la necessità di stabilire l’esborso relativo alle spese straordinarie (di norma, suddivise a metà fra i due genitori) come quelle inerenti alla salute, ad attività extrascolastiche, ecc).

Il Tribunale di Milano ha definito “spesa scolastica” ogni esborso riguardante in modo diretto l’attività scolastica, intesa in senso ampio. La spesa deve, cioè, essere relativa all’acquisto di beni o servizi imposti dall’Istituto per finalità scolastiche, rientrando in tale accezione anche  i viaggi di istruzione con partecipazione totale.

In sostanza, secondo questa tesi accolta dalla maggior parte di Tribunali le spese scolastiche di tipo straordinario sarebbero solo quelle aventi ad oggetto materiale del tutto eccezionale rispetto a quello, di norma, utilizzato per lo svolgimento dell’attività scolastica (ad esempio il pagamento dello scuolabus).

In questo senso, la spesa per i libri scolastici, così come per il materiale di cancelleria, grembiuli e abbigliamento sportivo, è di norma considerata una spesa ordinaria (e perciò rientrante nel mantenimento) in quanto assolutamente prevedibile oltre che necessaria allo svolgimento delle attività scolastiche.

In linea con la nozione di spesa scolastica del giudice di Milano, molti Tribunali considerano esborsi di tipo straordinario quelli collegati alla frequentazione della scuola ma da essa non strettamente dipendenti (si pensi alle spese per il trasporto privato, a quelle per eventuali lezioni private o corsi di specializzazione, a quelle per eventuali gite con pernottamento).

Può inoltre accadere che, per ragioni attinenti al lavoro del genitore presso cui è collocato il minore, sorga la necessità che il bambino frequenti a tempo pieno la scuola e che qui consumi i pasti giornalieri.

A riguardo diverse pronunce (Trib. Novara, ord. del 26.03.2009; Trib. di Roma, ord. del 9.10.09; C. d’Appello di Milano, ord. 22.05. 08; Trib. di Milano, ord. Del 27.11.13) considerano i buoni mensa rientranti nella generale nozione di spese scolastiche ordinarie in quanto essi semplicemente sostituiscono il pasto casalingo e perciò fanno parte del vitto quotidiano, necessità che va soddisfatta indipendentemente da quale sia il luogo di consumazione (casa o scuola).

Altro motivo di contrasto fra i genitori separati è spesso costituito dalla scelta della scuola (sia per l’indirizzo di studi che per la collocazione).

Sul tema, si è pronunciato qualche tempo fa il Tribunale di Genova (Trib. di Genova, ord. del 31.12.12) che, con riferimento alla scelta della sede scolastica, ha precisato che il giudice deve decidere nell’ambito delle due opzioni fornite dai genitori e non proporre una soluzione diversa rispetto a quella prospettata dalla coppia.

In tal caso, il Tribunale ha seguito l’esclusivo criterio della territorialità, optando per la scuola più vicina all’abitazione in cui il minore risiede (dove è più agevole l’incontro con i compagni di giochi) ed escludendo, invece, il confronto tra programmi di studio, progetti educativi o valutazioni sulle capacità ed inclinazioni del minore.

Il Tribunale ha, inoltre, affrontato il problema della scelta circa l’indirizzo scolastico, evidenziando che il conflitto può coinvolgere non solo i genitori ma, se in età di discernimento, anche il minore; in tal caso il giudice ha ribadito il principio secondo cui il dovere dei genitori all’istruzione della prole non possa prescindere dal tenere in debita considerazione le inclinazioni (anche eventualmente segnalate dagli insegnanti) e le aspirazioni, come emergenti dall’ascolto del minore stesso.

Quanto, poi, alla scelta tra scuola pubblica e privata, la Suprema Corte (Cass. sent. n.25026/08)  ha stabilito che il genitore che iscriva un figlio in una scuola privata non può pretendere che a tale spesa contribuisca anche l’altro genitore se questi non abbia dato il proprio assenso; si tratta, infatti, di una scelta che non riguarda un bisogno di natura primaria del figlio, poiché il diritto di istruzione  può essere svolto presso una normale scuola pubblica a costi decisamente inferiori (per un approfondimento leggi:

Non esiste, tuttavia, nel caso di contrasti, una risposta univoca e valida per tutti i casi, perché – se quelle prospettate sono tesi accolte con maggior frequenza – in realtà ci sono Tribunali che propendono per l’una o per l’altro orientamento, anche a seconda anche del singolo caso concreto.

Per tale ragione, la cosa migliore che una coppia possa fare è quella di cercare un accordo sulla regolamentazione delle spese (o tramite i rispettivi avvocati o  avvalendosi di un percorso di mediazione familiare).

Protocolli

Vi sono comunque alcuni Tribunali che, al fine di facilitare le valutazioni e scelte dei giudici, hanno redatto (in collaborazione con Associazioni di avvocati esperti in diritto di famiglia o con i relativi Ordini) dei protocolli, con l’elencazione delle spese da considerarsi di tipo straordinario.

Tra i più completi (e che potrebbe costituire un buon riferimento anche per la stipula di un accordo) si segnala quello del Tribunale di Bergamo che, oltre ad elencare una serie di spese ritenute straordinarie, distingue all’interno delle stesse tra quelle che necessitano o meno di previo accordo tra i genitori:

A) spese scolastiche (da documentare) che non necessitano di accordo:

- tasse scolastiche e universitarie relative a scuole pubbliche;

- libri di testo e materiale di corredo scolastico di inizio anno;

- gite scolastiche senza pernottamento;

- trasposto pubblico;

- mensa.

B) spese scolastiche (da documentare) che richiedono accordo:

- tasse scolastiche e universitarie imposte di scuole private;

- corsi di specializzazione;

- gite scolastiche con pernottamento;

- corsi di recupero e lezioni private;

- alloggio presso la sede universitaria.

C) spese extrascolastiche (da documentare) che non richiedono accordo:

- tempo prolungato, pre-scuola e dopo-scuola;

- gruppo estivo.

D) spese extrascolastiche (da documentare) che necessitano di accordo:

- corsi di istruzione, attività sportive, ricreative e ludiche e pertinenti attrezzature;

- vacanze e viaggi.

 

 

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