• Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size


Il furto? Mai tra coniugi.

E-mail Stampa PDF


Tra coniugi si possono commettere tanti reati, ma non quelli contro il patrimonio.

Se infatti trovano sempre punizione in sede penale le minacce, le violenze e  le azioni lesive che avvengono sotto il tetto coniugale,  in base all’art. 649 cod. pen., tra coniugi non separati (ma il discorso vale pure con riguardo  a parenti stretti conviventi come i genitori ed i fratelli), è prevista  la  non punibilità per i reati contro il patrimonio, quali ad esempio il furto e l’appropriazione indebita.

Ma cosa significa ciò?  Significa che se la moglie, ad esempio,  durante il matrimonio si appropria di denaro del marito, non può essere denunciata da quest’ultimo,  e la fa franca.

Significa ancora che, viceversa, non può essere  punito  il marito che  ad esempio porta via dei mobili dalla casa coniugale  prima della separazione, perché il fatto è appunto commesso in danno della moglie non ancora legalmente separata.

I presupposti per l’applicazione della causa di non punibilità, chiaramente,  devono sussistere al momento della commissione del fatto e, pertanto, non servirebbe a niente contrarre un  matrimonio “riparatore” successivo alla commissione del reato, tra l’imputato e la persona offesa.

Per capire quando  possa considerarsi intervenuta  la separazione legale tra due coniugi, viene in soccorso l'art. 191 Cod. Civ.  che chiarisce che la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il Presidente del Tribunale autorizza i coniugi a vivere separati (in caso di separazione giudiziale), ovvero, nel caso di separazione consensuale, alla data di sottoscrizione del  verbale innanzi al Presidente, purché omologato.

Dunque dopo l’udienza presidenziale,  ogni reato contro il patrimonio dell’uno o dell’altro  potrà essere regolarmente punito.

Naturalmente sono sempre puniti penalmente  i delitti di rapina, di estorsione, di sequestro di persona a scopo di estorsione ecc.,  perché commessi non sul patrimonio del coniuge, ma mediante violenza alla persona.

Con riguardo alla causa di non punibilità prevista dall'art. 649 c.p. per il caso di reati contro il patrimonio commessi in danno di prossimi congiunti, essa deve ritenersi operante anche quando, trattandosi dei reati previsti dall'ultimo comma di detto articolo, essi siano rimasti allo stato di tentativo e non sia stata adoperata violenza alla persona, intendendosi per tale quella fisica e non anche quella morale, quale costituita dalla minaccia. (Cass. pen., sez. II, 19 marzo 2009, n. 12403 ( 27 febbraio 2009).

Il fatto che il furto tra coniugi non sia reato, però, non esime chi, in costanza di matrimonio, ha prelevato  unilateralmente soldi dal conto corrente cointestato, di restituirlo una volta che la convivenza venga meno.

Secondo  la  Corte di Cassazione, infatti,  se il coniuge che ha prelevato  non prova che tali denari sono stati spesi per esigenze della famiglia, dovrà inevitabilmente renderli indietro. E la prova in ordine alla destinazione di tali prelevamenti, tutt’altro che agevole, specialmente a distanza di anni,  è tutta a  carico di chi ha effettuato i prelievi  medesimi (Cass. n. 20457/20169).

La causa di non punibilità di cui all'art. 649 c.p. non è naturalmente applicabile nell'ipotesi in cui la cosa sottratta appartenga a persona diversa dal congiunto, il quale ne abbia soltanto la custodia, anche temporanea ed a qualsiasi titolo (Cass. pen., sez. VI, 6 maggio 2010, n. 17261), ed inoltre  la causa di non punibilità ha natura personale, con la conseguenza che non si estende all'eventuale concorrente nel reato (Cass. pen., sez. IV, 25 giugno 2009, n. 26386).

Di recente, infine,  alcune sentenze hanno esteso la causa di non punibilità  di cui sopra anche alle coppie di fatto, se i reati “contro il patrimonio” sono  commessi in danno del convivente, fino al momento in cui cessa la convivenza (per tutte Cass. n. 39480/2015).

Esopo ha detto che non sempre la convivenza rafforza i vincoli d’amicizia;  forse può essere anche così, però di sicuro  la convivenza garantisce, in alcuni casi, se non l’amicizia, almeno la non punibilità per alcune azioni considerate altrimenti deprecabili.

 

JoomlaWatch

JoomlaWatch Stats 1.2.7 by Matej Koval

Countries

82.2%ITALY ITALY
6.1%UNITED STATES UNITED STATES
2.8%UNITED KINGDOM UNITED KINGDOM
2.6%FRANCE FRANCE
1.7%CANADA CANADA

Visitors

Today: 90
Yesterday: 107
This week: 302
Last week: 637
This month: 1871
Last month: 2218
Total: 30075



Segui la pagina Facebook dello studio per essere sempre informato delle ultime novità

Vai alla pagina dello studio


Design by S.Giancane / NovaSystemi.it